In mostra fino al 11 Maggio
Filippo Maria Topi presenta una serie di nuovi lavori informali, che attraverso il linguaggio universale del gesto dentro la materia cerca di stimolare la sfera emotiva dei fruitori della sua opera.I dipinti,
certamente equilibrati e composti nella loro vivacità cromatica, esaltano primariamente
l'immediatezza di un gesto e l'esplosione istintiva, che diventano poi origine assoluta della sua azione creativa. Per questo motivo ogni suo singolo quadro risulta in bilico tra due elementi: il "graffio" e il "numero"; l'uno, "il graffio", vuole rafforzare la
predominanza della propria gestualità pittorica ed incidere profondamente un vissuto collettivo che rimanda al fruitore attraverso la pastosità della materia sulla tela; l'altro, "il numero", che sembra affiorare da ricordi di gioventù, diviene simbolo di un ritorno all'immagine ed alla razionalità così da animare questo eterno dualismo tra emozioni e ragione che non è altro che la metafora della vita stessa. Muovendosi in questo ambito e assumendo
i numeri, presenti nei quadri, come titoli degli stessi, si può dire che Filippo giunge a poter accostare una cifra ben definita, ad ogni singola emozione/azione che ha portato alla genesi di
un' opera. Pertanto paradossalmente osservando
i diversi lavori del pittore, potremmo affermare che quei numeri sono rappresentativi di quella precisa ed univoca emozione, cristallizzata nel gesto e nell'istante in cui è scaturita.